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Archive for ottobre 2007

E’ giusto che ognuno si prenda le sue responsabilità. Io lo faccio stasera, dopo l’ennesima notizia “triturastomaco”, di fattacci di questo governo spietato!

Decisi di votare in quel modo perchè ho sempre ritenuto Silvio B., la vergogna della nostra nazione. Un uomo come lui è l’emblema della deriva culturale in cui ci troviamo.

Io non sono sinistroide per vocazione. Non comprendo gli estremismi politici, ma più di tutto non riesco a metabolizzare il concetto di Ideologia politica. Detesto infatti Berlusconi e non la destra, che tra le sue fila, ha politici di buon rango (mosche bianche nel quadro politico italiano).

Decisi quindi di dare il mio voto a sinistra, credendo di fare cosa giusta. Dopo una veloce valutazione valutai che tra il marciume della destra e quello della sinistra il male minore era Prodi. Ma la mia valutazione dopo poco si è dimostrata sbagliata. Credetti stupidamente che ci sarebbe stata una rinascita, dopo anni di editti e teocrazia parlamentare. Arrivò invece il ministro della giustizia, Clemente Mastella.

Se Silvio B. (secondo solo alla DC) è stata la rovina del nostro paese, Mastella è riuscito a succedergli egregiamente, tanto da non farmi sentire alcuna differenza. E non è il solo! Con abili mosse tutta la squadra ha dimostrato eleganza principesca. Dalle tasse altissime, che è giusto pagare – ma per avere cambio treni, ospedali, strade e non autisti per nuove auto blu e/o viaggi in aereo presidenziale al GP di Monza – alla notizia di oggi sul NO alla commissione d’inchiesta che avrebbe dovuto far luce, sugli abusi fatti a Genova su gente innocente (verificatisi durante il governo di Silvio B.).

Che dire allora, anche se non serve più a nulla chiedo a scusa e prometto che la prossima volta starò più attento. Anche se non credo ci sarà una prossima volta, se alle prossime elezioni le proposte saranno così scadenti.

Ho deciso infatti che in caso di sovraccarico di immondizia nelle liste elettorali, spedirò al presidente della Repubblica la mia cartella elettorale. Lui che è un uomo saggio e attento a denunciare malefatte politiche (risata del pubblico), saprà sicuramente cosa farsene.

Antonio Di Tucci

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Maurizio goes to Cambridge

Mi mette sempre malinconia pensare alle tracce che gli altri lasciano in noi. Chi per poco chi per molto tempo, chi ci ha camminato affianco, chi ha diviso con noi attimi, sorrisi, piatti caldi, metri quadrati….

Penso spesso a queste persone come ad ingredienti, importanti o meno, che ci rendono come siamo, che ci danno il sapore che abbiamo.

Certo, siamo fatti di tanti “ingredienti”, tanti quante sono le persone che incontriamo sulla nostra strada. Pronti a regalarci un sorriso in treno, o a mandarci a quel paese ad un incrocio. Che ci aspettano la sera a casa, che ci parlano di se, a cui parliamo di noi.

Oggi, uno dei miei “ingredienti” principali è partito alla volta di Cambridge. Mi viene un pò di malinconia a pensarci. D’altronde ho diviso con lui momenti importanti, lunghe notti su terrazze improbabili a filosofeggiare, letti a castello, paste e fagioli dense anzi “azzeccate” come il miele! E poi Olio, a volontà! Devo a lui punti di vista preziosi, ricercati, minuziosi. Certo avrà finalmente il rispetto e la considerazione che merita (che è tanta!) e sono davvero contento se penso ai successi che lo aspettano, ma non smetterò mai di chiedermi, perchè il mondo funziona così.

E’ la vita! Dicono, ognuno prende la sua strada!

Ma è questo il risultato di questi anni complicati. Chiunque abbia un pò di talento e di coraggio cerca la strada da seguire, lontano da qui. E da fronti rocciosi ci sgretoliamo e diventiamo isole, sempre più lontane.

A noi la forza di non perderci di vista allora, e di non restare soli. Di non privarci di ingredienti preziosi, ne di smettere mai di cercarli.

PS. Maurizio, niente “Buona fortuna”, perchè la fortuna serve agli uomini di poca virtù!

Antonio Di Tucci

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Grazie alla festa delle Associazioni, finalmente dopo più di dieci anni piazza Carmine ha ritrovato un pò di luce.
Erano anni che piazza
Carmine (punto di ritrovo per molto tempo di generazioni e generazioni
della popolazione piedimonte) non si vedeva così popolata.
Con questo evento si è riusciti a riporatere in piazza le persone in modo
incondizionato, senza credo politico o culturale o sociale, finalmente
si è riusciti a vivere un due giorni all’insegna della socializzazione
e sopratutto della comunicazione.
Sicuramente si dovrà fare di più ma senz’altro è una buona base da dove si può partire.

Alessandro Landolfi

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Dati

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Vi do un po di numeri….

Questo blog è nato un mese fa, il 29 settembre. In un mese abbiamo avuto una crescente presenza di visitatori che è arrivata, leggete bene, a 1115 presenze, stasera a mezzannotte!!!!

Tenendo conto che il server del blog non conta i miei accessi (altrimenti saremmo a 10000!!) e che conta i vostri, solo alla prima apertura (se vi connettete 20 volte lui vi conta sempre per 1), credo che possiamo ritenerci tutti soddisfatti.

A contornare tutte queste presenze, ci sono : 1 rubrica, 17 articoli e 29 commenti.

Incrociamo le dita e speriamo che il prossimo mese vada ancora meglio.

Vi terrò informati.

Antonio Di Tucci

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Il mercato coperto.

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In Europa acquistare prodotti biologici è ormai uno stile di vita. Ma si sa, se proprio si vuole esagerare con la qualità il biologico è nulla. Bisogna allora puntare al NATURALE. I prodotti Naturali, frutto solo del lavoro dell’uomo, in piccole produzioni, senza l’uso di sostanze aggiunte, se non anch’esse naturali, riescono a raggiungere prezzi stellari. Un miele biologico può costare anche 6 euro al vasetto (500g). Quello naturale costa in media il doppio. Inutile dire che questo è un mercato riservato a chi è disposto a spendere un po in più.

In Italia la tendenza c’è ma ancora niente di rilevante. Probabilmente agli italiani, il popolo che nel mondo, cucina e quindi mangia meglio di tutti, la qualità dei prodotti poco importa.

Ma noi, in questo lembo di Sud Italia, siamo all’avanguardia!!! Abbiamo il Mercato coperto!

Se di solito comprate la verdura nei supermercati, dove le carote, le zucchine e quant’altro, sembrano dei missili fotonici, lunghi e lucidi, provate per una volta ad andarci al mercato coperto… Dietro al vallone per intenderci.

Ci sono delle signore, tra l’altro molto gentili, che vendono i prodotti del loro orto. Se un posto del genere si trovasse a Londra o Berlino, oltre a fruttare denaro “a pacchi”, sarebbe considerato un istituzione, un tempio della salute. Avrebbe un riconoscimento istituzionale a avrebbe clienti anche da molto lontano. Chissà se mai, un’amministrazione lungimirante, riuscirà a valorizzare questo mercato del naturale a prezzi da discount.

Di sicuro qualcuno di voi penserà : ma quei prodotti non sono genuini!!!! Perchè ormai siamo diventati diffidenti, non vediamo più il buono in niente (e facciamo finta che ci riesce è ingenuo), ma anche se fosse così, preferisco essere avvelenato dalla vecchina che almeno mi sorride e non dal camorrista-ortofruttista di turno.

Le vecchine sono avanti, già sanno che alla globalizzazione si risponde con la localizzazione… ah l’esperienza!!!!

Antonio Di Tucci

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Di solito, la sera quando cucino, accompagno la mia attività di cuoco con un pò di musica Jazz e, quando c’è, del buon vino. Stasera però, come le prossime a venire, niente vino ne Jazz, per via del Ramadan pre-esame che sto compiendo. In questo clima di privazioni e silenzio quindi, la mia attenzione, stasera, è caduta sul merluzzo che mi accingevo a cucinare prima e mangiare poi.

Mi sono chiesto: ma da dove verrà questo merluzzo? (sto immaginando la volgarità che molti di voi avranno pensato come risposta)

Guardando sulla confezione infatti, non c’è nessuna indicazione sulla provenienza del pesce. L’etichetta dice: confezionato a Gricignano di Aversa. Si ma il merluzzo da dove viene?

L’interesse verso il consumatore, in un sistema come il nostro, basato su un’economia di mercato, dovrebbe essere un tema centrale. Ma in realtà nelle nostre bocche arriva quanto di più sconosciuto (e di più insano) ci sia. Qualcuno ci ha provato a imporre la tracciabiltà di ogni prodotto, ma nessuno fa rispettare la legge. D’altronde, chi comprerebbe mai un merluzzo allevato in Cina? Niente contro i cinesi, ma immagino che le norme sanitarie sugli allevamenti ittici non siano una proccupazione delle aziende in cinesi.

Ma non bisogna andare tanto lontano per trovare prodotti probabilmente poco salutari. Basta pensare che l’Agro Aversano, terra da cui parte il 75% della frutta, della verdura e della carne, che arriva sulle nostre tavole (almeno per quelli dell’area matesina), è tra le aree più inquinate d’Europa. Sono stati sversati nell’area tutti i rifiuti immaginabili. Residui di fonderia, residui ospedalieri, residui chimici, radioattivi, etc etc.

E cosa volete che interessi al contadino nel cui campo hanno sversato un pò di sostanze chimiche o all’allevatore, vicino al cui recinto hanno lasciato montagne di rifiuti ospedalieri, della salute di chi compra i suoi prodotti?

A lui no, ma a me si! Sarei contento se cominciassero a scrivere sulle confezioni, da dove arriva la roba che mangio. E poi, figuratevi se a questi conviene scrivere che la loro frutta, la loro carne, è prodotta nell’Agro Aversano.

Certo, la situazione per porre, almeno in parte, un limite al problema c’è, ma richiede impegno, richiede tempo, bisogna informarsi, bisogna capire… Avete voglia di farlo?

Ma non facciamoci il sangue amaro. Aspettiamo e speriamo che non ci vada troppo male. Anche perchè dopo 30 anni passati a mangiare pomodori inquinati, non si può mica avere troppe pretese.

Buon Appetito!

PS. si potrebbe iniziare con il cominciare a leggere le etichette dietro ogni prodotto e scartare la robaccia che ha origini sconosciute e ingredienti dannosi. Per favore, esperti del settore che leggete questo blog, potreste scrivere con un commento le sostanze che dovremmo evitare. GRAZIE.

Antonio Di Tucci

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Liberi liberi

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Credo abbiate letto tutti la notizia. Un certo politico era indagato da un giudice che l’avrebbe “ingabbiato” con facilità. Allora l’ha preso e l’ha mandato via, gli ha tolto l’inchiesta. E tutto questo sotto gli occhi di tutti. Senza la minima reazione di qualcuno. Sembra il testo di un libro di fantapolitica eppure è la realtà.

Ma non voglio entrare nel merito della notizia, questa è cronaca ed a me, oggi, interessa ben altro… e poi per la fantapolitica, meglio Trouffeau.

Mi interessa sapere quanto ancora siamo liberi. Quanto possiamo ancora definirci un popolo libero di scegliere, di vivere in modo democratico. Ho provato a fare una veloce analisi, ma non riesco a trovare risposte soddisfacenti.

Cosa ci resta della nostra libertà? Una legge elettorale ci vieta di esprimere le nostre preferenze politiche, nessuno strumento di democrazia popolare ci permette di mandare a casa uomini come Mastella, come D’Alema, Prodi, Berlusconi. Ma secondo voi possiamo ancora definirci persone libere? Certo, chi vive una vita agiata può dirsi libero di scegliere il posto dove andare in vacanza, la macchina da comprare, i prodotti più alla moda, ma cosa altro ci rende liberi in questo Stato? Non siamo liberi di migliorare la nostra condizione e questo ci rende “schiavi inconsapevoli” . Si parla di Golpe Giudiziario e non se ne parla sotto banco. L’ha urlato il corriere della sera, non topolino!

La politica è divenuta un male da estirpare, non tutta certo, ma nella maggior parte dei casi. Un politico prende il posto e non se ne va più. Nessuno più lo può cacciare. Neanche la magistratura, quando lo becca con le mani nel sacco!!!!

A questo punto mi chiedo: se per primi i politici non rispettano le leggi, anzi le violano senza essere puniti, cosa vieta ai cittadini di fare lo stesso?

Perchè se domattina io non pago le tasse, pago mazzette, violo i diritti di qualcun’altro vengo processato e Mastella, Prodi, Berlusconi, Fazio, Previti, etc, etc, invece restano dove sono? Ma forse siamo noi a non aver capito, forse è così che si deve fare.Forse dovremmo imparare a prendere mazzette, a corrompere giudici, a rubare tutto quello che possiamo e anche di più. Se lo fanno politici forse è il modo giusto!!!

Se questo succede, regnerà l’anarchia vi direte.
Ma non ci siamo già in piena anarchia? Non vi sembrano anarchici i politici che si fanno le leggi per se, che non vanno in carcere, che collaborano con la mafia, che rubano dai fondi finanziari e lasciano senza denaro povera gente che non può più neanche comprare le medicine per sopravvivere?

Ma non preoccupatevi, dormite sogni tranquilli. Dalla prossima settimana anche questa notizia sarà passata in secondo piano, per lasciare spazio al papa, al nuovo amore di maria de filippi, all’arrivo del grande freddo.

E solo allora saremo di nuovo liberi…. di scegliere cosa comprare a Natale.

Antonio Di Tucci

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