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Archive for the ‘ambiente’ Category

Non ho ben compreso la scelta del governo Berlusconi di investire nell’energia nucleare. Non ne capisco la ratio. A patto che ne abbia. Investire oggi nel nucleare nasce dalla necessità di raggiungere l’indipendenza energetica e di abbattere i costi dell’energia, ormai voce di spesa notevole nei bilanci statali. Prima di scegliere allora, il governo avrebbe dovuto consultare degli esperti, perchè usando la logica minima prevista dal buonsenso, sembra che l’idea sia un alquanto scadente.

L’indipendenza energetica potrà certo essere raggiunta, nel giro di venti anni, secondo il premio nobel per la fisica Franco Rubbia. Il problema che però mi pongo riguarda come si evolve il Mondo in campo energetico. Tutti gli stati industrializzati, oggi usano centrali elettriche o nucleari per far fronte alla forte domanda di energia. Su questo non ci piove. Ma è vero che tutti gli stati industrializzati hanno compreso la necessità di ricorrere a fonti energetiche rinnovabili per garantire, a chi verrà, un futuro certo. Uno stato come la Germania ad esempio usa ancora le centrali nucleari, a carbone ed a gas, ma ha deciso, lo scorso anno, di investire in ricerca, per risolvere, nei prossimi 50 anni il problema dell’approviggionamento energetico. Oggi usa il nucleare per la massa critica, ma domani vivrà di energie rinnovabili. Se noi oggi investiamo nel nucleare tra 50 anni staremo usando una fonte energetica ormai obsoleta. Secondo Rubbia avremo le nostre centrali nel giro di 10 anni e in venti riusciremo a disporre della tecnologia adatta per il loro funzionamento. Tra 40 anni le centrali copriranno, con l’energia prodotta, l’investimento sostenuto, ma nemmeno allora riusciremo ad abbassare il costo dell’energia, perchè avremo il problema delle scorie. L’Italia non dispone di siti di stoccaggio delle scorie nucleari. Affidarle a stati terzi genererà un costo che non ci permetterà il riparmio desiderato.

Investire oggi nel nucleare ha lo stesso significato di un investimento in calcolatrici fatto venti anni fa, quando vennero commercializzati i primi personal computer. Mi preoccupa il fatto che il mondo va in un’altra direzione e noi non ne teniamo mai conto. I Guru dell’economia e dello sviluppo prevedono, nei che prossimi 30 anni il problema energetico sarà risolto, in gran parte, dalla localizzazione dei sistemi produttivi. E per localizzazione si intende “fatto in casa”. Prodotto in piccole quantità in base alle proprie necessità e noi invece tendiamo alla centralizzazione della produzione.

Oggi con l’investimento in nucleare ci si beffa del futuro. Ancora una volta, come da 50 anni si pensa alle necessità dei grandi speculatori senza pensare al futuro dei nostri figli ed ancora una volta a sostenere questo modo di fare, a mio avviso sbagliato, è quel fare ottuso di chi non guarda ad un palmo dal proprio naso e che definisce tesi come questa “contro progresso”, senza comprendere che il progresso non è fare e basta, ma pensare e poi fare.

E’ certo vero che Nessuno può dire chi ha ragione, ma basterà “solo” assettare 50 anni, per capire se le nostre scelte hanno dato frutti oppure o no.

Antonio Di Tucci

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Leggevo la Guida Blu del Touring Club italiano 2008. La Guida Blu, per chi non fosse esperto è un documento che certifica la qualità dei mari italiani, per orientare i turisti verso la scelta migliore. La classifica riporta al primo posto il mare dell’isola del Giglio, in Maremma.

Ma il dato che ci interessa non è questo. Il mare italiano è ormai da tempo un luogo di brutture e zozzerie di fama internazionale. E’ uno dei tanti tesori italiani finiti nelle mani sbagliate e privato di ogni prospettiva di crescita.
Mentre il Touring Club pubblica la guida blu, la Commissione Europea pubblica uno studio sulle spiagge ed i mari d’Europa. In Europa si sa, gli studi, le ricerche di mercato, le indagini, vengono fatte seriamente, senza influenze, ed il risultato molte fa male, ma è autentico.

Secondo un test che si basa una serie di parametri fisici, chimici e microbiologici, per i quali la direttiva sulle acque di balneazione fissa valori imperativi, il risultato per l’Italia è catastrofico. Riporto una parte dell’articolo che ho trovato in internet:

In tutta Europa 313 spiagge sono state proibite ai bagnanti nel 2007 dalla Commissione Europea perché troppo inquinate o deturpate dal cemento. 300 appartengono all’Italia, praticamente tutte.
In Spagna solo una spiaggia risulta fuorinorma, in Francia e in Grecia nessun veto. In Portogallo, due. In Bulgaria, una.
La mappa dello “stato di balneazione” appena fornita dall’Unione Europea, se si setta il parametro dove si proibisce la balneazione, mostra una linea quasi mai interrotta che va dalla costa tirrenica centro-meridionale (dal Lazio) fino alla Calabria occidentale e alcuni tratti della costa siciliana settentrionale.
Stesso discorso per la parte centrale della costa adriatica, che parte da Ancona sino al confine abruzzese. Altro tratto evidente, la zona costiera a nord di Bari.

Buon Bagno a tutti!

Antonio Di Tucci

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Giusto per integrare quanto postato qualche ora fa, vi lascio una delle più belle e commoventi interivste rilasciate da Antonio Bassolino a Report, l’unico programma decente della televisione.

Il video dura cinque minuti e mezzo. Ascoltate bene le parole, sono commoventi e ci fanno capire quanto, il Signore dei sacchetti, Bassolino, ha fatto per garantirci un futuro pieno di munnezza.

PS. Grazie Pè…

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La scorsa settimana ero ad Afragola. Li, come in molte parti della provincia campana l’immondizia è ancora per le strade. Nonstante ciò la notizia non fa più così rumore. Ci siamo ormai abituati, nessuno è più sorpreso di vederne ovunque. Da qualche giorno ci hanno addirittura offerto un futuro ad immondizia differenziata. Speriamo duri, speriamo sia fatto con criterio e cognizione.

Nessuno però considera per quanti anni il problema dell’immondizia rappreseterà un motivo di deficit per la nostra regione.

Se ancora oggi l’Italia è motivo di attrazione turistica per gli europei, lo dobbiamo a quello che siamo stati nel dopoguerra, fino agli anni 60. La dolce vita è ancora un motivo di curiosità dei turisti stranieri, quindi motivo per visitare l’Italia.

Dopo tutto questo però, chi guarda oggi alla Campania ha un punto di vista diverso, che per molti anni sarà un limite allo sviluppo. La Campania è un posto pieno di immondizia. I pregiudizi sono duri a morire e ne pagheremo le conseguenze. Pensate ai figli di chi, oggi, dalle televisioni francesi, tedesche, inglesi, guarda questo modo incantato, fatto di ecoballe e lande contaminate. Con quale idea cresceranno?

Ed il problema non riguarda solo il turismo. C’è un settore in cui sono stati investiti milioni di euro negli anni passati, e che difficilmente troverà uno sbocco nel mercato dei prossimi anni. L’agricoltura. Già un anno fa in Giappone si consigliava ai consumatori di non acquistare mozzarella proveniente dalla Campania, perchè i valori di diossina trovati in vari campioni analizzati, davano responsi allarmanti. Lo stesso ha fatto il “der spiegel”, importante giornale tedesco, dicendo che, se proprio della mozzarella non si potesse fare a meno, di comprare almeno quella salernitana, meno inquinata della “parente” casertana.

Ed oggi, televisioni e giornali fanno finta che non sapevano nulla. Anzi, sembra che il problema della diossina non fosse mai esistito.

Il mercato si evolve verso la localizzazione. Un prodotto che ha una precisa identificazione geografica ha più valore, perchè unico. La Campania è ricchissima di prodotti unici, ma non li vende più a nessuno. Chi comprerebbe le mele annurche, che vengono dalla provincia di Caserta? E le mozzarelle, in cui la diossina è solo una piccola parte delle impurità contenute?

In media la bonifica di un terreno inquinato richiede 20 anni di inutilizzo. Cosa faranno gli agricoltori in questi venti anni? E cosa faranno i proprietari di hotel, agriturismi e tutti gli operatori del settore turistico?

Consoliamoci, ci resta l’industria. La Campania è infatti una regione a forte vocazione industriale famosa in tutto il mondo (RISATE DEL PUBBLICO!!!!). Dove le tasse non si pagano allo stato, ma alla camorra.

Questa volta il danno arrecato è notevole e condizionerà la nostra vita per molti anni. Da oggi, quando il politico di turno vi prometterà sviluppo ricordategli questo che vi ho detto, sarà divertente sentire la cavolata che risponderà.

PS. Qualcuno sa dirmi perchè la Campania ha un ufficio di rappresentanza sulla 5th Avenue a New York?

Antonio Di Tucci

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Questo video è apparso oggi sul sito di Beppe Grillo. Lo ripropongo a chi non ha avuto modo di vederlo. Dura 10 minuti. E’ uno dei tanti esempi di come, politica e forze “apparentemente volte al sociale” ingannino le persone. Parla di inceneritori, il business dei prossimi anni e di un gruppo di persone che, per fare troppe domande, è stata fermata dalla polizia.

Storie di una nuova democrazia, dove, se chiedi troppo, chiamano la polizia!

Il video è stato girato dal Gruppo Qui Matera Libera

Cliccate qui per vedere il video: watch?v=LYKCOdU0A30

Antonio Di Tucci

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AVVISO IMPORTANTE

SABATO 15 MARZO, dalle 15,00 alle 19,00, a Piedimonte Matese, Legambiente organizza la terza giornata per raccogliere l’immondizia differenziata.

Raccogliete quindi CARTA VETRO E PLASTICA e portatela (già separata) a Piazza Carmine. DALLE 15,00 ALLE 19,00!!!!

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E’ strano che ancora si parli di inceneritori e che si possa ancora considerarli un’alternativa valida. E’ strano ancora di più, che gli inceneritori li vogliano i cittadini, prima di politici e lobbisti. Non capisco queste posizioni, ma credo siano dettate da una seria mancanza di conoscenza in merito al problema. Provo a spiegarvi (di nuovo) la differenza tra differenziare ed incenerire.

Un inceneritore o termovalorizzatore (sono la stessa cosa) è una struttura in cui l’immondizia viene bruciata. A parte il problema ecologico che questi generano – un inceneritore produce particelle piccolissime (0,2 micron) che respiriamo e arrivano fin dentro le nostre cellule e sono altamente cancerogene – gli inceneritori non generano alcuna economia. Vi spiego perchè.

Un inceneritore è costruito con soldi che paghiamo noi nelle bollette Enel (circa il 7% di ogni bolletta alimenta il CIP 6). In merito all’energia che produce, questa serve solo a gestire l’inceneritore stesso e non a dare energia alle case dei cittadini. Un inceneritore infatti brucia immondizia, che diventa energia ma che serve solo a farlo funzionare. Nauturalmente l’inceneritore è di proprietà di grandi gruppi aziendali che ricorrendo ad economie di scala e scopo, usano poca mano d’opera a fronte di guadagni a 9 zeri.

La raccolta differenziata invece è una soluzione più ecologica e sicuramente più redditizia. Vi spiego.

Differenziare l’immondizia è si un lavoro di diffcile attuazione, che richiede un impegno logistico notevole, ma è una soluzione che offre lavoro a molte persone. Gruppi di comuni danno vita a dei consorzi che vengono pagati con soldi dello stato, questo è vero, ma necessitano dell’impiego di numerose persone. Le assunzioni quindi sarebbero tante. Una volta raccolta poi l’immondizia, differenziata, andrebbe venduta a società che la lavorano per immetterla di nuovo sul mercato. Queste società pagherebbero per acquistare l’immondizia e questi soldi potrebbero coprire l’investimento sostenuto dai comuni per avviare la differenziata. La società che lavora l’immondizia poi avrebbe bisogno di altri lavoratori, per “ripulire” i materiali riciclati e rivenderla sul mercato.

Allora, se è così conveniente differenziare, perchè le televisioni e i politici dicono che incenerire è necessario? Creare una sola industria che gestisca l’immondiza bruciandola, fa guadagnare poche persone. L’imprenditore che incenerisce infatti, riceve i soldi dallo Stato e gestisce volumi di immondizia che gli permettono di guadagnare molto e investire niente. Di non dare abbastanza lavoro e di inquinare l’aria che noi e i nostri figli respireremo.

E poi differenziare costa, fare falò di immondizia no.

Differenziare l’immondizia significa invece distribuire la ricchezza tra più persone, dividerla sul territorio del consorzio tra imprenditori, lavoratori, esperti e indotto legato.

Capito perchè vi dicono che è meglio l’inceneritore o termovalorizzatore, che poi sono la stessa cosa?

Vorrei aprire un dibattito su quanto ho scritto e sentire il punto di vista di qualcuno che abbia conoscenze in merito, in modo da confermare o smentire la mia tesi. Vi prego di rispondermi.

Antonio Di Tucci

Se cliccate sulle scritte in verde sottolineate, trovere le spiegazioni di quanto scritto.

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