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Capitolo 6 – Le risposte agli oppositori

Per contrastare i soliti denigratori della sinistra che criticano sempre e non propongono mai nulla, che non apprezzano il duro lavoro di un presidente operaio impegnato a sporcarsi le mani con dedizione e generosità, che fanno dell’aggressione politica il loro esercizio abituale, Berlus-Kan il grande stupì tutti con una proposta concreta, capace di realizzare un ulteriore miracolo economico per l’Italia e per l’Europa: La costruzione delle montagne in Olanda (che intuizione!).
Il comunicato sulla sua intuizione non fu riportato dai grandi net-work dell’informazione ma dal giornalino Fadania e dall’emittente locale Tele-Fandonia, a dimostrazione del sentimento di vera democrazia che il solito piccolo grande uomo dimostrava di possedere. Non si trattava di una strana coincidenza o di una fortuita circostanza, ma del rispetto che provava verso le minoranze e la par-condicio. A riguardo il team mediatico dell’uomo del destino si vide costretto a preparare una vera strategia di intelligence ad alto livello per evitare il risentimento dell’editoria mondiale e le probabili negative ripercussioni sui rapporti commerciali italiani.
Prima venne fatta filtrare da Tele-Fandonia l’eventuale ipotesi sulla costruzione delle montagne, fingendo di considerare quest’opera come un’enorme sciocchezza che solo i babbei avrebbero creduto. Poi, quando tutti abboccarono e commentarono ironicamente la cosa prendendone le distanze, fu divulgato ufficialmente dalla Fadania il comunicato sulla costruzione delle montagne in Olanda. Le convincenti argomentazioni a sostegno dell’iniziativa imprenditoriale e le efficaci spiegazioni tecniche-economiche a supporto, fornite dai consulenti fadani, lasciarono con l’amaro in bocca la concorrenza precedentemente raggirata e messa in condizione di non recriminare contro il furbo stratagemma.
Di seguito il contenuto del famoso comunicato:
<<…….. L’intero sistema finanziario europeo risentirà positivamente della produzione delle montagne. Una, cinque, dieci, venti, e in futuro altre ancora. Un evento significativo per il valore aggiunto che verrà assicurato al mondo dell’economia internazionale e delle imprese, ma anche alla sicurezza di intere popolazioni.
In primis, vi sono le rocce per l’edificazione della montagne che importeremo da località vulcaniche ad alto rischio come Napoli e i paesi vesuviani. Gli effetti positivi sono facili da intuire infatti, da una parte si cavano e poi si vendono le rocce, dall’altra si smantella il Vesuvio e con esso il relativo rischio di eruzione. Lo stesso può avvenire per l’Etna, il Krakatoha e gli altri vulcani esistenti.
In secundis, occorrono gli alberi da piantare sui fianchi dei nuovi monti da far venire da qualche altra nazione europea. (dagli Stati Uniti no, perché qualcuno pensa di abbatterli per evitare nel tempo il rischio incendi). Possibilmente già cresciuti e tutti di adeguata altezza, senza uccelli per non alterare l’equilibrio ornitologico preesistente. In mancanza di quelli naturali si utilizzeranno gli alberi ecologici tipo Natale (sempre senza uccelli).
Seguono tanti beni essenziali quali gli slittini da neve per i bambini, cestini da pic-nic, retini per la caccia alle farfalle, bocchette dell’acqua per le fontanine, segnaletica verticale per l’indicazione caduta massi, specchi parabolici nelle curve più ardite, creme contro le punture d’insetti, erbolai per approfondimenti naturalistici, alambicchi per la produzione di amari alle erbe, corde per gli scalatori, bandane parasole.
Io credo che questa iniziativa sarà presto imitata dal resto del mondo e saremo ben lieti di offrire a basso prezzo la nostra esperienza insieme alla nostra soddisfazione di avere sempre grandi intuizioni>>.

I risultati dei suoi progetti

Ad oggi non si conosce l’evoluzione delle iniziative dello stratega della prosperità umana, ma cosa importa di come siano andate a finire effettivamente le cose. Quando un uomo ama il prossimo e trasmette entusiasmo, tutto quello che pensa e che fa è giusto per principio. Inoltre, occorre sempre essere ottimisti perchè chi non è ottimista rischia di essere pessimista e chi è pessimista rischia di essere disfattista e chi è disfattista rischia di essere nichilista e chi è nichilista rischia di negare la realtà, e la realtà è lui. Sempre lui, fortissimamente lui, appassionatamente lui, ardentemente lui, entusiasticamente lui, impetuosamente lui, focosamente lui, immancabilmente lui.
Queste sono le idee vincenti che generano sviluppo, producono ricchezza, benessere e felicità, assicurano un futuro, aumentano i posti di lavoro, fanno sentire i Berlus-Kani importanti come il loro capo. Un vero capo, l’uomo della storia, la forza concentrata di tutti i Napoleone messi insieme, passati e futuri (i Greci e i Cesari no perchè troppo antichi), il Cavaliere dell’universo, il Principe dei fori, il Marchese dei ponti, sua Altezza (più o meno) Berlus-Kan il grande, il Duca di Albore, il Conte del cassero, il Grande Fratello del cazzo (inteso nel senso benevolo di moltiplicatore di popoli).

P.S.

L’unico difetto del nostro eroe era il disprezzo profondo che nutriva verso tutto ciò che fa perdere tempo come il confronto, la critica e, cosa ancora peggiore, l’ironia perchè confonde e distrae la brava gente dalla verità, quella di Berlus-Kan il grande. Considerava l’ironia una vera e propria cospirazione contro chi dedicava la propria esistenza all’amore per il genere umano, pertanto bisognava contrastarla con ogni mezzo democratico.
Si racconta che un giorno scoprì il covo di perfidi individui che si cimentavano con la satira politica. Giustamente l’uomo della verità utilizzò il suo potere e tutto il carisma di cui disponeva per comandare a Dio un’azione esemplare che fermasse i responsabili di quell’attività intellettuale e non li facesse perseverare nella loro infausta azione. Potevano scrivere quel che volevano ma non dovevano diffonderlo. Così decise, con la solita arguzia, una strategia per sabotarne la stampa e la divulgazione. Infatti:
– Impose la caduta dal cielo di una quantità smisurata di neve che compromise i trasporti sulle autostrade nel giro di cento chilometri dalla tana dello sberleffo.
– Intimò la scomparsa delle catene a bordo dei veicoli commerciali.
– Precettò l’inibizione cerebrale dei dileggiatori a trovare soluzioni alternative alla stampante elettronica.
– Obbligò la trasformazione della neve in ghiaccio eterno sulle strade di transito degli autocarri che trasportavano cartucce di inchiostro per stampanti elettroniche.
– Comandò un freddo intenso che congelasse la funzionalità degli arti dei fattorini quando questi avrebbero tentato di scaricare le cartucce.
Neutralizzati da tali astuti stratagemmi, gli autori dei motteggi si ritrovarono nell’impossibilità pratica di stampare le loro storie sfrontate ed irriverenti, che tanto nuocevano alla causa dell’uomo delle svolte epocali e, di conseguenza, all’intera umanità. Chiaramente i collaboratori politici del grande capo ritennero tutto questo giusto e doveroso. Inoltre dissero basta ai comunisti e la sinistra doveva smetterla con le sue aggressioni al proprio padrone.

Nini Ponzo detto Ulisse

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Capitolo 5 – Ancora un altro esempio

Un altro esempio di concretezza e realismo era il sistema dei ponti di interconnessione delle isole Fighj (che disegno!).
Le televisioni nazionali australiane vinsero in tribunale l’aggiudicazione dell’intervista sull’argomento, in contrasto con la Tv filippina e radio Frù Frù che tentarono insieme di accaparrarsela. Il tribunale internazionale antimonopolio intervenne prontamente a bloccare e sanzionare il tentativo di cartello mediatico di queste ultime.
Gli stati concorrenti mal digerirono però la sentenza della corte internazionale di vigilanza che nei fatti aveva lasciato solo l’Australia padrona del campo, tagliando invece fuori gli altri. Sottolinearono il proprio dissenso sulla furbizia umana che non consentiva a tutti di essere immediatamente informati dei disegni di Berlus-Kan il grande.
Per evitare dissapori, i quali rischiavano di degenerare in incidenti diplomatici, la corte propose che ogni stato interessato eleggesse un proprio rappresentante ufficiale e tutti questi fossero invitati ad ascoltare l’intervista, unica condizione adatta a scongiurare i prevedibili contrasti internazionali. Inoltre la corte, a futura memoria delle generazioni del domani, garantì la disponibilità di segretarie, block-notes, matite già temperate, bagna dito, salva gomiti, vaschette d’acqua per il raffreddamento delle punte di lapis incandescenti. Risorse utili alla veloce e completa trascrizione in tutte le lingue dell’intero intervento di Berlus-Kan il grande, da destinare agli archivi della storia umana.
L’intervista:
<<Il mare spesso è troppo invadente se non proprio dannoso. Rallenta i collegamenti e riduce gli scambi, produce salsedine nociva alle navi e alle attrezzature portuali, è rumoroso e controindicato all’attività dei pensatori che preferiscono il silenzio, è umido ed avverso ai sofferenti di otite specialmente se questi sono costretti a prolungate esposizioni alla brezza marina. Non potendo al momento eliminare il mare, occorre che esso venga superato velocemente rimanendo il meno possibile in sua presenza. Tutti questi danni decritti sono insopportabili soprattutto per gli stati composti da moltissime isole quindi, per ovviare al problema, è necessaria la costruzione di molteplici, comodi, cari e lunghi ponti.
I benefici effetti sulla produzione industriale, con le relative ricadute sul piano economico e occupazionale, sono evidenti. Infatti innumerevoli aziende lavoreranno per la produzione di cemento, ferro, chiodi, dadi, bulloni, badili, ringhiere, lampioni, vernice per indicazioni stradali, stipiti per l’essiccazione del pesce e dei salami (ottimo esempio di razionale utilizzazione del vento che spira da quelle parti), cannocchiali a gettone per viste dal ponte, canne ed esca sintetica per i pescatori della domenica, giacche a vento per i freddolosi, cuffie per i tuffatori, pedane per il tiro a bersaglio alle imbarcazioni di passaggio con premi per i più bravi, libretti d’istruzione per lo studio dei mulinelli d’acqua, cartoline a colori, aquiloni colorati e relativo filo di nailon rinforzato>>.

E ancora

Che dire del prolungamento del tunnel sottomarino dalla Manica fino all’Islanda (che genialità!).
I giornali inglesi furono più tempestivi di quelli francesi nel riportare per primi la notizia, dando dimostrazione della propria efficienza professionale e della grande stima che il Regno Unito aveva del nostro piccolo grande uomo. La Germania fece sapere che i suoi giornalisti questa volta non erano impegnati sulla cosa perchè stavano in ferie, ma si prenotavano per le trovate future del nostro asso di denari.
Gli Stati Uniti, per riguardo verso il popolo di Sua Maestà, evidenziarono con misurata discrezione e controllato risentimento l’interesse che i suoi giornali avrebbero avuto nel ricevere per primi questa notizia. Comunque fu forte la delusione nel sentirsi secondi. Constatato di essere arrivati in ritardo e prima che l’intervista venisse pubblicata dalla stampa inglese, richiesero alle proprie autorità governative un accordo segreto con il piccolo grande uomo italico, un accordo di effettiva garanzia che non consentisse in futuro la ripetizione dello smacco subito. Pretesero per le volte successive, in nome della maggiore autorità americana, che Berlus-Kan il grande avvertisse subito gli Stati Uniti e rilasciasse soltanto ai propri giornali l’esclusiva di quanto avrebbe detto. Inoltre richiesero con determinazione che l’uomo dei miracoli si assumesse personalmente la responsabilità di rispettare tale impegno e s’impegnasse formalmente a contrastare, senza il coinvolgimento ufficiale degli Stati Uniti, le critiche che sicuramente sarebbero arrivate dal resto del mondo e che avrebbero generato, data la posta in gioco, scalpore planetario.
L’impegno sembrava troppo oneroso, ma il senso dell’equilibrio e della saggezza innati nel nostro missionario della giustizia allontanarono ogni preoccupazione sulla futura tenuta della pace e della civile convivenza tra il vecchio e il nuovo continente. Infatti l’intervista venne rilasciata al Regno Unito solo dopo una delicata ed efficace azione diplomatica, nella ponderata convinzione di stare facendo una cosa onesta e corretta.
Questa la notizia:
<<Il prolungamento del tunnel è un’ottima occasione di intrapresa per una molteplicità di aziende europee. Vi sarà lavoro per tutti compresi gli extracomunitari adatti al lavoro sommerso. E’ facile capire quanti addetti saranno impiegati. Vi saranno tecnici ed operai, baristi per la preparazione di tisane calde contro il freddo dell’ambiente, cercatori di vermi da trasformare in concime ecologico, cronisti per comunicare al mondo l’avanzamento dei lavori, fabbricanti di segnali con la scritta “stiamo lavorando per voi”, lavoratrici del sesso che pudicamente non eserciteranno più alla luce del giorno, produttori d’impermeabili contro l’umidità, di gambali anti sdrucciolo, maglie della salute, pantaloni di flanella senza risvolto, trombette per segnalazioni acustiche, sputacchiere ecologiche, scaldini per i piedi, casse di faggio per ogni evenienza>>.

Nino Ponzo detto Ulisse

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Capitolo 4 – Altra iniziativa

Altra pensata degna di un fantino del lavoro e di un mago dell’imprenditoria era il collegamento dei fiumi europei in un sistema sopranazionale a rete idrica unificata (che coraggio!).
Tutta la stampa europea si contendeva invano l’intervista a Berlus-Kan il grande, protragonista dell’iniziativa. Per motivi di correttezza e di rispetto per tutti, rimase solo prerogativa del suo gruppo editoriale. Nel mondo del collezionismo non vi furono segnali di accaparramento del giornale che riportò la dichiarazione sull’evento perchè questa, concomitante con la fine dell’anno, fu divulgata dalla televisione anch’essa a reti unificate e in mondovisione.
Al posto dei consueti messaggi alla nazione dei rispettivi presidenti europei interessati, l’uomo del destino decise che il suo comunicato sul collegamento dei fiumi comunitari fosse più importante. I conflitti sociali, la situazione dei diritti umani e l’organizzazione degli stati ormai non interessavano più nessuno da quando era apparso dal cielo l’entità soprannaturale, il garante di ogni bene, il signore dei miracoli economici. La memorabile notizia e gli auguri di fine d’anno furono dati direttamente da lui, suscitando come era ovvio concrete speranze per il futuro e forte ottimismo negli abitanti dei paesi liberi e democratici, in particolare della vecchia Europa.
L’ambiente dell’informazione americana rimase volutamente fuori dalla competizione in quanto stava seguendo le ultime imprese del proprio campione nazionale, anch’egli grande fenomeno della natura. I paesi africani e quelli asiatici rimasero a bocca asciutta perchè furono informati in ritardo dell’evento ma correttamente non recriminarono, coscienti di essere ancora poco rappresentativi del modello liberale e indegni del vero esponente delle libertà. Dovevano pagare il prezzo della propria arretratezza e attendere un bel pò prima che quel pezzo di stratega si interessasse pure di loro, comunque prima o poi lo avrebbero beccato come gli altri, bastava sperare ed essere ottimisti.
Ecco il comunicato:
<<La realizzazione di un grande canalone di intercollegamento della Senna, Reno, Po, Volga e Naviglio, più o meno della dimensione e portata del Rio delle Amazzoni, è un’opera indispensabile specialmente se inquadrata in una visione di logistica fluviale integrata europea. Le difficoltà di realizzazione di questo progetto esistono ma sono superabili. I principali problemi non riguardano tanto la realizzazione dell’impianto fluviale in osé, quanto le conseguenze derivate dal rischio siccità che potrebbe verificarsi nel corso del tempo.
I miei assistenti hanno garantito che in questo caso vi sarà, per il principio dei vasi comunicanti, un’automatica compensazione idrica tra i vari fiumi collegati. Inoltre la costruzione e il successivo utilizzo di pozzi artesiani lungo il percorso permetteranno, se necessario, un adeguato travaso idrico dai pozzi ai fiumi negli eventuali periodi di magra. Come sempre, per fare grandi cose occorre essere coraggiosi, amanti del rischio ma principalmente occorre avere ottimismo.
Sfido chiunque a dimostrare che tale idea sia cattiva o improduttiva di notevole business. Con la realizzazione della grande via d’acqua europea, infatti, si attiveranno molte attività umane con le relative ricadute economiche, specialmente quelle associate alla ripianificazione del territorio.
Mi riferisco ad esempio ai disboscamenti per agevolare il lavoro delle macchine di movimentazione terra, alla perforazione dei pozzi artesiani, alla produzione di secchi e secchielli, alla vendita di scacciamosche e zanzariere per i turisti, paparelle galleggianti e fischietti per i bambini, sciarpe e colbacchi per i naviganti serali diretti sul Volga, segnali fluviali per evitare ingorghi d’imbarcazioni, corde e ganci per gli attracchi, ciminiere per le chiatte, panini e birra per tutti, rastrelli per l’asportazione di rifiudi solidi urbani galleggianti, ami per pesci giganti e per topi evoluti>>.

Fatti e non parole

I suoi progetti erano utili a mobilitare la scienza e l’economia, l’operosità e la laboriosità, la ricchezza e l’abbondanza, la prosperità e la sazietà, la pienezza e l’appagamento, la floridezza e la contentezza. Sul piano personale la cupidigia, l’ingordigia, l’avidità non gli appartenevano minimamente. Faceva cose eccezionali solo perchè con il suo duro lavoro da stratega, ma anche da presidente operaio, voleva rendere felice il prossimo, unica missione della sua vita. I suoi progetti erano capaci di dare la vera misura di quanto è in grado di fare l’idea vincente di un piccolo grande uomo in doppiopetto che non aveva mai pensato di prendere per il sedere milioni di persone, ne immaginato che fossero tutti imbecilli.

Nino Ponzo detto Ulisse

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Capitolo 2 – Giuste domande e giuste risposte

L’umanità non aveva dubbi sulla grande fortuna piovutagli dal cielo, per aver ricevuto in regalo Berlus-Kan il grande. Non c’era bisogno di un sondaggio per capire in modo giusto chi era l’uomo giusto al momento giusto per essere un giusto che fa la cosa giusta. Giusto!
Chi poteva essere l’uomo della storia, la forza del destino? Chi poteva assicurare la gioia delle genti e risolvere i problemi della terra? Chi poteva garantire infinito benessere e smisurato progresso? Chi poteva realizzare i sogni di chi dorme ma anche di chi soffre d’insonnia? Chi poteva creare una compiuta prosperità ed effettiva felicità? La risposta è semplice e non è consentito scommetere per indovinare il nome di costui, di questo gran figlio di Mercurio, di questo gran pezzo di meraviglia: lui, Berlus-Kan il grande.
Era lui ad avere in mente sempre cose grandiose che rappresentavano per l’intero globo la realizzazione di ogni speranza e desiderio umano. Altro che personaggi del passato i quali si attardavano su polverose ed inefficaci questioni di filosofia morale o, peggio, d’inconsistenti quanto sterili disquisizioni etiche. Ci voleva ben altro e lui era il ben altro.
Il suo intuito nel concepire concrete iniziative imprenditoriali e soluzioni epocali ha lasciato impressionati gli scettici e sbalorditi gl’increduli. Le sue azioni degne di un dio maggiore rimarranno scolpite nella storia per i prossimi millenni, senza timore di essere superate per magnificenza e maestosità.

Capitolo 3 – Concretezza, realismo e ricadute produttive

Un esempio di capacità fattuali ed effetti positivi era la sua idea di riscaldare la steppa siberiana mediante lo spostamento del sole (che idea!).
Su un quotidiano americano a grande tiratura, ripetuto integralmente da giornali locali del grande Nord Italia, comparve a intervalli regolari un suo intervento che venne letto con voracità e morboso interesse dai lettori. Era ricco di idee e soluzioni straordinarie a vantaggio delle popolazioni del fraterno amico Glàcimir. Le copie del quotidiano diventarono oggetto di collezionismo internazionale causando dispute e conflitti per il loro enorme valore scientifico/economico. Si riporta di seguito l’articolo in questione:
<<Con un adeguato spostamento del sole determineremo un suo più congruo potere d’irraggiamento variandone l’attuale angolazione dei raggi rispetto alla terra. Questi non saranno più radenti come adesso ma, al contrario, colpiranno con un più efficace angolo di incidenza il freddo territorio russo. Il loro calore verrà  raccolto da speciali imbuti di energia e successivamente trattato da sofisticate macchine termiche a specchi convergenti, per essere poi distribuito uniformemente su tutta la Siberia. I miei collaboratori hanno assicurato che l’attuazione di questa idea non è difficile come può sembrare a prima vista e che potrà essere realizzata in poco tempo. I costi associati saranno sopportabili alla sola condizione che i sindacati evitino inutili scioperi con dispendiose perdite di giornate di lavoro.
Oggi centinaia di migliaia di persone che abitano la steppa soffrono un freddo terribile; a lavoro concluso queste potranno scegliere anche se fare i bagni in estate o in inverno, con o senza costume. Immaginate l’impulso che ne deriverà alle attività produttive e i beni che verranno fabbricati.
Turbine, convettori, ventilatori, termosifoni, tubi, stoppa, raccordi, chiavi inglesi, fucili e pallini per cacciatori (necessari per la pulizia etnica degli animali da slitta ormai inattuali ed inutili), piscine, docce, arredo verde, falciatrici, palline colorate, cappellini con la piuma, altalene, ventagli, borse portaghiaccio, asciugamani, fazzoletti, contenitori di sudore, stuoie, salvagenti, palette, barchette e pedalò. Le uniche attività che potrebbero risentire negativamente della nuova realtà produttiva innescata sono quelle per la produzione di maglioni di lana, specialmente il modello a collo alto. A riguardo siamo impegnati per trovare una soluzione anche a questo problema, che sarà subito divulgata quando si renderà disponibile>>.

Nino Ponzo Ulisse 

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Ho un Amico che scrive storie. Si chiama Nino Ponzo detto Ulisse. Come me, e come tante persone, comprende l’inadeguatezza di Berlusconi (in senso assoluto). Questo suo ri-sentimento l’ha ispirato per la  scrittura di un piccolo testo dal titolo “l’uomo della storia”. L’ho chiamato blog-racconto. Lo pubblicherò a puntate, per tutta la prossima settimana. Spero vi piaccia.  Oggi la prefazione ed il primo capitolo.

L’uomo della storia

La forza delle idee vincenti

 Attori:
Berlus-Kan il grande (e nessun altro)

 

Prologo – La scheda personale

C’era una volta un campione di cose insuperabili di nome Berlus-Kan il grande.
Era nato in una città della nebbia ma si riteneva il figlio del sole. Odiava la malavita, i briganti, i faziosi e praticava una cristiana tolleranza verso tutti, compresi i giudici. Amava lo studio della filosofia, della storia e degli ordini cavallereschi. Si appassionava ai temi della democrazia, dell’onestà, dei valori umani. Odiava le bugie dei mistificatori e degl’imbroglioni, diceva tutto di sé, del suo fondato ottimismo e della sua irreprensibile vita anche a costo di non essere creduto.
Diceva che si era arricchito faticando duramente e onestamente suscitando dubbi e perplessità nelle persone di mala fede, ma le perdonava perché non portava rancore. Raramente si riteneva al di sopra di tutti e di tutto, anche della legge, suscitando l’ammirazione delle elite di Palermo e di New York, ma non se ne dava vanto perchè era modesto. Solo raramente convinceva e si auto-convinceva di essere il migliore in quasi tutti i campi delle cose terrene e non solo, suscitando il risentimento degli ospiti delle cliniche di salute mentale, ma li scusava perché era indulgente. Era di spirito inquieto, carattere irrequieto, comportamento inconsueto, ma tanto caro perché era altruista e amava tutti, compresi quelli della sinistra.

Capitolo 1 – La sua missione sulla terra

Per amore dell’umanità aveva bisogno di percepirsi in modo ampio, grande, immenso, di sentirsi sempre in movimento come il mare, attivo come i vulcani, infinito come il cielo, ma solo per essere utile a tutti. Specialmente al popolo dei semplici che si fidano dei cantastorie che fanno fantasticare, dei venditori che fanno sperare, degli illusionisti che fanno sognare, dei funamboli che insegnano a non cadere, dei buontemponi che insegnano a battere le mani e non vergognarsi mai. Aveva bisogno di sentirsi utile ai popoli, di procurare vantaggi agli altri, di lottare a favore di tutte le etnie, di dimostrare la sua dedizione al sacrificio.
Di conseguenza lavorava sodo. Il sonno era per lui una stupida invenzione della natura e per questo aveva deciso di cambiarla (a riguardo ingaggiò una società di consulenza che gli propose soluzioni di redditiva utilizzazione delle energie mentali nelle diverse fasi di semiveglia, sonno e sonno profondo). La vita di un predestinato, di un prescelto, di un inviato dell’olimpo non poteva scorrere con periodi inattivi e vuoti. Doveva invece fluire con continuità ed essere sempre colma di tutto.
La dote principale, che superava le altre, era il senso pratico. L’epoca moderna, connotata dalla concretezza e non dalla vaghezza della democrazia, dall’utilità marginale e non da improduttivi sentimenti, dal realismo e non da una superflua civiltà, non consentiva passatempi e distrazioni. Per risultare veramente provvidenziale al mondo e conquistare un posto nella storia, occorrevano azioni significative, fatti e ancora misfatti, ma di ampia portata.

Nino Ponzo “Ulisse”

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