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Archive for gennaio 2008

Anche la finanziaria 2008 è ricca di vantaggi per chi vuole acquistare un’auto o vuole “trasformala in un veicolo più ecologico”.

Autovetture: rottamazione senza riacquisto:
Chi consegna a un demolitore autoveicoli per il trasporto promiscuo Euro 0, Euro 1 o Euro 2 (immatricolati prima del 1° gennaio 1999) ha diritto a un contributo per la rottamazione di 150 euro, secondo modalità che saranno stabilite da un decreto Ambiente, di concerto con il ministero dell’Economia. Il bonus non spetta se viene acquistato un veicolo nuovo o usato nei tre anni successivi. È anche concesso il rimborso dell’abbonamento al trasporto pubblico locale per 3 anni. Inoltre Chi rottama senza sostituzione, se non ha altri veicoli già registrati, può chiedere in alternativa un contributo di 800 euro, per aderire al car sharing, il servizio di condivisione degli autoveicoli. Anche qui le modalità saranno stabilite da un decreto Ambiente, di concerto con l’Economia.

Autovetture. Rottamazione con riacquisto:

Contributo di 700 euro ed esenzione dal pagamento del bollo per una annualità (due se il veicolo demolito è Euro 0), per chi rottama autovetture e autoveicoli per trasporto promiscuo Euro 0, Euro 1 o Euro 2, immatricolati prima del 1° gennaio 1997, e acquista autovetture nuove Euro 4 o Euro 5 che emettono non oltre 140 grammi di Co2 per chilometro oppure non oltre 130 grammi se con alimentazione diesel. Il contributo è aumentato di 100 euro in caso di acquisto di autovetture nuove Euro 4 o Euro 5 che emettono non oltre 120 grammi di Co2 per chilometro.
Rottamazione doppia:
Il contributo è aumentato di ulteriori 500 euro in caso di demolizione di due autoveicoli di proprietà di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, in base a quanto attestato dallo stato di famiglia, purché conviventi. Le disposizioni si applicano per i veicoli nuovi acquistati con contratto stipulato tra venditore e acquirente dal 1° gennaio al 31 dicembre 2008 e immatricolati non oltre il 31 marzo 2009.

Rottamazione autocarri e autocaravan:
Per la sostituzione, con demolizione, di autoveicoli per il trasporto promiscuo, autocarri, autoveicoli per trasporti specifici e autocaravan di massa massima di 3.500 chilogrammi Euro 0, Euro 1 o Euro 2, immatricolati prima del 1° gennaio 1999 con veicoli nuovi Euro 4 della medesima tipologia ed entro lo stesso limite di massa è concesso un contributo di 1.500 euro se il veicolo è di massa inferiore a 3.000 chilogrammi e di 2.500 euro se la massa è compresa fra 3.000 e 3.500 chilogrammi. Le disposizioni si applicano per i veicoli nuovi acquistati con contratto stipulato tra venditore e acquirente dal 1° gennaio al 31 dicembre 2008 e immatricolati non oltre il 31 marzo 2009.

Veicoli “ecologici”. Alimentazione metano, Gpl, elettrica o a idrogeno:
Per il periodo dal 3 ottobre 2006 al 31 marzo 2010 un contributo di 1.500 euro, incrementato di 500 euro se il veicolo acquistato abbia emissioni di CO2 inferiori a 120 grammi per chilometro, per chi acquista autovetture e veicoli nuovi e omologati dal costruttore per la circolazione con alimentazione doppia o esclusiva a gas metano, Gpl, elettrica o a idrogeno. Le disposizioni possono essere fruite nel limite della regola degli aiuti de minimis.

Trasformazioni:
Incentivi di 350 euro per l’installazione di impianti a Gpl e di 500 euro per gli impianti a metano.

Motocicli:
Fino al 31 dicembre 2008, in caso di acquisto di un motociclo nuovo Euro 3, con contestuale demolizione di un motociclo Euro 0, è concessa l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per 5 anni. Il costo della rottamazione, nei limiti di 80 euro, è a carico dello Stato e viene anticipato dal venditore, che lo recupera tramite credito d’imposta da utilizzare in compensazione. Le disposizioni si applicano per i veicoli nuovi acquistati con contratto stipulato tra venditore e acquirente dal 1° gennaio al 31 dicembre 2008 e immatricolati non oltre il 31 marzo 2009.

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Nessuno tocchi il Papa

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Credo lo sappiate tutti. L’Università la Sapienza di Roma (in particolare un gruppo di 68 professori di Fisica), ha chiesto che il Papa non intervenisse nell’incontro per l’apertura del nuovo anno accademico. La notizia ha fatto molto rumore. Nessuno, in un ambiente di così elevata statura istituzionale, almeno in Italia, aveva mai negato al Papa il permesso ad interevenire in un incontro.

Prima di tutto è necessario dire che la lettera di cui si parla, è un documento interno all’Università, in cui i professori esprimevano, in modo informale, il loro dissenzo.

Ancora. Indiscrezioni del mondo scientifico dicono che tra i professori in questione ce ne fosse uno candidato alla presidenza del CNR e la cosa non andava giù a politici e prelati di turno. Sembra infatti strano che una e-mail interna all’istituto venga pubblicata da “L’Avvenire” come documento ufficiale di protesta contro il Santo Padre.

Non avendo potuto conoscere la verità (notizie del fatto si trovano solo su stampa straniera), gli italiani hanno gridato allo scandalo. La posizione prevalente delle persone che ho sentito nei giorni passati, è di aspra condanna verso chi non ha lasciato aperta la strada del confronto. Anche il mondo politico ha reagito male alla cosa.

La tesi più comune è “negazione al confronto“.

E’ vero che l’Università è il luogo del confronto per eccellenza e che, come dice Cacciari, è stata commessa prima di tutto una scorrettezza politica, ma non riesco a convincermi che attaccare il mondo accademico, per questo “informale” negato permesso, sia condannabile.

Cacciari li definisce cretini, ottimi maestri, ma cretini. Parla di disastro politco.

Da questo punto di vista si riesce a delineare un grande limite degli italiani tutti: considerare la politica come elemento necessario per lo svolgimento di qualsiasi attività. E’ vero che facciamo politica in ogni nostro gesto, ma provo ad andare oltre questo semplicismo.

L’ottimo maestro, come Cacciari dice, ha solo il compito di fare l’ottimo maestro. Almeno nelle Università serie, quelle fuori dall’Italia.

Pertanto i mestri de La Sapienza, fanno bene il proprio lavoro. Capiscono che il servilismo (quello che la società è solita definire “necessità politicha”), non serve, anzi lede la loro posizione. L’arroganza di un Papa che mette in discussione la verità – dicendo che la verità non è la scienza, ma Dio – non fa bene al sapere, che questi devono diffondere.

Avrebbero potuto lasciare aperta la strada del dialogo, sottolineare le discordanze tra le posizioni, ma a cosa serebbe servito? Tali discordanze sono note a tutti, sottolinearle avrebbe solo reso banale la posizione di chi le avrebbe espresse. E poi il Papa entrava alla Sapienza con in programma un discorso per cui non era previsto alcun dibattito (così dice l’ufficio stampa della CEI). E fino a prova contraria, un discorso su cui non si può dibattere è un monologo e un monologo è l’opposto di un dialogo.

E poi, per chi ama la cultura, la verità, sentirsi dire che la storia di Galielo processato dalla stessa chiesa è solo “un mito dell’illuminismo” fa perdere ogni prospettiva di confronto.

Tra l’altro, vedo in questa “telenovela scientifica” una buona pubblicità per l’ambiente accademico romano. In un contesto internazionale in cui l’Università italiana perde credibilità per le influenze esterne, una situazione del genere crea una forte eco nei salotti buoni della cultura europea e da, alla Sapienza, una posizione fortemente laica

Una posizione intellettuale matura e non provinciale, che prescinda dagli appoggi politici, che prescinda dal “pare brutto” che ci fa calare le braghe dinanzi ai potenti è un sogno. Una mancata crescita in questa direzione, sarà sempre un limite alla nostra intelligenza e alla nostra capacità di fare scelte non condizionate.

In merito al problema politico manifestato, penso sia stato patetico l’urlo di alcuni politici della destra, di chiedere che questi professori venissero licenziati. Ed è stato patetico il Vaticano, nel ritenere opportuno che il Papa restasse a “casa”. Anche questa risposta infatti sembra una negazione al confronto, con i professori e i ragazzi che l’hanno contestato.

Antonio Di Tucci

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Immondizia, vi dico la mia!

…se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i propri sporchi interessi, deve essere denunciato senza alcun timore. Prima di tutto la politica deve essere fatta con le mani pultite.

Sandro Pertini

Per molti la mia lotta di immondizia è frutto di tanta ingenuità. Poca sostanza, mi dicono nelle tue idee, sindrome di peter pan è la tua, nel mondo non va sempre tutto bene. L’inceneritore verrà fatto e la tua lotta non sarà servita a nulla!

Quando cominciai a scrivere della mia avversione all’inceneritore, ho sopravvalutato il lettore medio di questo blog. Non che voglia offendere nessuno, ma ho sopravvalutato le aspettative e le ambizioni dei lettori. Dicevo no con tutto me stesso all’inceneritore perchè questo rappresenta una soluzione costosa, non immediata e dannosa, più che per la nostra salute (ormai la diossina in corpo ce l’abbiamo) per quella dei nostri figli.

Comprendo l’emergenza e comprendo la necessità di smaltire i rifiuti esistenti. Comprendo la situazione della società campana, fatta da persone “non degne neanche di esistere”. Ma provo ad immaginare un futuro diverso da come i semplicisti lo vogliono. Vi dico la mia.

L’immondizia li dov’è non può stare. Inquina falde e terreni e va portata altrove. Non in discariche, perchè gli “indegni di vivere” le riempirebbero di scorie tossiche. Allora si potrebbe educare la gente (anche i famosi indegni) a fare la raccolta differenziata. Differenziata l’immondizia rimette in vita prodotti altrimenti morti. Rigenera risorse. Le prospettive di lavoro in questa ipotesi sarebbero numerose. Qualcuno raccoglie, qualcuno divide, qualcuno rigenera, qualcuno riusa. In un contesto del genere non ci sarebbero rifiuti da dover bruciare. E se proprio ci fossero si potrebbe pensare ad impianti di incenerimento di piccola taglia, per le emergenze, in attesa che si cominci a compostare. La sicenza ci offre alternative possibili. Ed il risultato della nostra scelta gioverebbe solo a chi viene dopo di noi.

Certo una scelta sostenibile di questo genere rilancerebbe anche l’immagine di questo luogo. Se in giro si dicesse che il Matese è l’unico luogo del sud Italia ad aver scelto la filosofia “rifiuti zero”, innescheremmo la curiosità dei turisti di ogni dove e vivremmo bene noi.

Vi starete dicendo che sono ingenuo… Vi starete chiedendo, ma questo ci pensa alla camorra? E ai politici corrotti? E poi, figuriamoci se la gente fa la differenziata!

E voi credete che questa sia vita? Un futuro sano non mi è garantito per colpa di camorra corruzione ed ignoranza? Signori, abbiamo creato il posto peggiore del mondo.

Forse sarò ingenuo, ma di sicuro, voi che siete furbi e più esperti, siete senza speranza. Non avere la sensibilità per capire che è il momento in cui si deve investire sul futuro, significa non avere un futuro. Le nostre scelte di oggi, saranno la quotidianità dei nostri figli. E voi, ancora stupidamente, pensate che scendere a compromessi sia la strada migliore… me la sto facendo addosso dal ridere….

Antonio Di Tucci

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L’Italia è il paese più bello del mondo e la Campania la sua regione più bella! La dolce vita, le dolci colline, le campagne, le montagne, il vino, il mare, la mozzarella di bufala! Non saprei da dove cominciare per promuovere l’immagine di questo paese. Proprio un posto dove far crescere i propri figli e magari, una volta cresciuti, farli ammalare di cancro.

Immondizia ovunque, livelli di diossina oltre la media e sotto il livello di pietà minima richiesta ai malfattori professionisti! La verdura è piena di diossina, il latte anche, la mozzarella esce dalle mammelle delle bufale già nelle bustine di plastica!

Jeff Israely, corrispondente per L’Italia del settimanale americano “TIME”, come riporta l’editoriale di Giovanni de Mauro su “Internazionale”, ha definito l’Italia come “il paese più sviluppato del terzo mondo”.

Vi propongo un video che la scorsa settimana compariva sul blog di Grillo. Per questioni morali ho dovuto riproporlo a chi legge questo blog. Sono immagini della nostra terra, parla di noi, di quello che mangiamo, di quello che arriva sui banchi della verdura dei nostri fruttivendoli. E’ un video girato ad Acerra. dura 3 minuti, fa paura.

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Avanti il prossimo!

Oggi 24 Gennaio 2008, finisce un altro governo dello Stato italiano. Il governo n° 61 della Repubblica in circa 60 anni.

E’ stato un governo che personalmente non ho amato alla follia. Aveva le sue gravi pecche, prima tra tutte il mancato varo della nuova legge elettorale. Bisogna però dare merito al “neo defunto” governo di aver affrontato e in malomodo cominciato a risolvere, problemi importanti, ma di cui nessuno parlava da anni. E mi riferisco al tentativo di abolizione delle corporazioni (celate sotto meccanismi di assegnazione di licenze) ed al necessario inasprimento del cuneo fiscale, certo pensato male, ma inevitabile (ricordo invece che il governo Berlusconi per tenere contenti i contribuenti vendette parte del patrimonio artistico nazionale e condonò qualche abitazione sfreggiando il nostro paesaggio). In realtà dal primo giorno della sua vita questo governo ha avuto i giorni contati. Aveva come ministro Mestella e già questo lo rendeva perdente. E non godeva di una maggiornanza definita al Senato. Così la scorsa settimana è bastata la pantomima del clemente Mastella per mandare tutto a monte. Beh, Prodi lo sapevi!

Ma non mi va di annoiarmi con questi intrighi politici che domani avremo dimenticato. Penso piuttosto al perchè di questa astuta mossa.

Il governo non è caduto per importanti questioni di Stato, ma per i “capricci” di qualcuno che si è offeso perchè oggetto di indagini della magistratura (questa è la versione per gli sciocchi). A sostenere il gioco dell’offeso un’opposizione ottusa, a cui non stanno a cuore le sorti del paese, ma che vuole solo tornare a comandare.

E’ di ieri l’appello della U.E. di non far cadere il governo. “I conti sono messi male ed una crisi di governo ora potrebbe essere molto grave”, queste le parole del commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia.

Nessuno le ha ascoltate. Tutti presi a festeggiare pensando ad elezioni e nuove poltrone da occupare. Certo non avrebbe avuto senso continuare con un governo carente di maggioranza, ma la stabilità, ora, sarebbe stata più utile che mai.

Ma mentre scrivo è già l’alba di un nuovo giorno e di una nuova legislatura. Poco importa di cosa succederà ai conti dello Stato nei prossimi anni.

Mi meravigliavo stasera guardando i festeggiamenti, gli sputi, gli insulti di un Senato che non rappresenta più nessuno dei cittadini onesti di questo Stato. La politica ormai ha preso la sua strada. Le prossime elezioni saranno un’altra farsa, in cui i cittadini non potranno esprimere la propria preferenza. Ed invece di arrabbiarsi la gente continua a dire che tutto va bene. Continua a sperare in un domani migliore che, con buona probabilità, non arriverà mai.

Antonio Di Tucci

PS qualche giorno fa ho aperto un nuovo spazio nel Blog. Si chiama “racconti”(in alto a destra). Causa immondizie varie, non ho avuto il tempo di scriverne, ma qualcuno se n’è accorto ed ha lasciato il suo contributo. Grazie!

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Lettera da Zurigo

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Una lettera da un lettore del Blog. Dalla Svizzera.

Ciao

scrivo da Zurigo ma seguo giornalmente le informazioni dedicate alla Germania, Svizzera, Italia. Non vivendo in Italia vedo le cose da una posizione forse più neutra. Leggo giornalemtne il Blog di Beppe Grillo, per sentire senza censura le voci di tanti italiani esasperati, sicuramente parte di coloro che soffrono della situazione attuale, quella parte che dispone di un pc e naviga in rete. Comprendo le proteste e il desiderio di sfogo è giusto fare sentire la propria rabbia, all’inizio però per un paio di volte dopo bisogna passare ad azioni più incisive e sopratutto azioni che vadano e servano a risolvere il problema.

A me hanno insegnato che la politica la si fà o la si subisce, il primo diritto politico di ogni cittadino maggiorenne è ANDARE A VOTARE.

E per chi votiamo? mi direte voi. . . naturalmente daremo il nostro voto alla persona in cui abbiamo fiducia, che ci ha illustrato il suo programma e si è dichiarato disposto a rappresentare i suoi elettori in modo trasparente.

CARI ITALIANI SE NESSUNO DEI POLITICI ATTUALI VI ISPIRA FIDUCIA BISOGNA RIMBOCCARSI LE MANICHE E CERCARNE DEI NUOVI E QUESTA VOLTA CERCHIAMO ANCHE DI COOPERARE CON IL NOSTRO RAPPRESENTANTE.

Vi lascio con un provverbio tedesco

“Vertrauen ist gut, Kontrolle ist besser”

“La fiducia è una bella cosa il controllo è migliore”

buona giornata

Claudio

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Tributo a Mastella

Viste le disgrazie che hanno colpito il nostro ministro di grazia e giustizia, Clemente Mastella, vi lascio un video Marco Travaglio che è un tributo alla trentennale esperienza di Sua Eccellenza. Durata, poco meno di 7 minuti.

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