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Archive for maggio 2008

Che paese strano abito io…

Che paese strano abito io. Si chiama Italia, pieno di contraddizioni e scelte sbagliate. Un paese strano davvero….

Un paese dove la gente non sa amministrare neanche un cesso pubblico e riesce a sedere al parlamento

Un paese dove le leggi le fa chi le viola

Un paese dove la gente non sa gestire i propri rifiuti ma vuole le centrali nucleari

Un paese dove non nascono più bambini, ma si vogliono tenere lontani gli immigrati

Un paese dove milioni di posti di lavoro potrebbero arrivare dall’immondizia, ma nessuno ci pensa

Un paese dove chi non vuole sposarsi secondo il rito “civile” non è degno di godere di diritti innegabili

Un paese dove chi controlla e chi viene controllato sono la stessa persona

Un paese dove il capo del governo gestisce politica informazione e giustizi

Un paese dove si costruiscono ponti la dove non ci sono neanche i cessi in casa

Un paese che vuole le ferrovie la dove non ci sono i paesi da unire

Un paese dove chi dice la verità e vuole far rispettare le leggi è un idiota

Un paese dove offendere gli altri da la possibilità di avere la meglio su tutto e tutti

Un paese dove la gente tutto questo lo sa, ma non si lamenta, perchè spera di potere, un giorno, fare lo stesso.

Antonio Di Tucci

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Anche se in un trafiletto di dieci righe (perchè un articolo intero avrebbe dato fastidio a qualcuno), il Venerdì di Repubblica ha pubblicato un piccolo articolo sui danni derivanti dall’incenerimento dei rifiuti.

Cliccate qui per leggerlo: ilvenerdi_160508_inceneritori3

Spero possa servirvi a capire che chi vuole gli inceneritori vuole speculare sulla nostra pelle! L’immondizia possiamo dividerla e creare posti di lavoro per noi e per chi ci sta attorno!!!!

Antonio Di Tucci

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La monnezza mi rasserena. Guardare quelle montagne di buste che assediano le città della Campania mi da un senso di quiete, di calma. Ogni volta che vedo una piccola montagna di munnezza penso: Allora è proprio vero, oltre ad essere asini, siamo anche degli zozzoni…e non sono pazzo quando lo scrivo o lo urlo ai quattro venti.

La monnezza è un ottimo esempio per spiegare le capacità organizzative degli italiani alla gente degli altri stati. Come sono gli italiani? Cosa fanno gli italiani? Producono immondizia a quintali e non la sanno neanche smaltire!!!!

Ci tengo a sottolineare gli italiani e non i campani! Eh si, perchè il problema della monnezza riguarda tutto il bel paese. E’ vero che in Campania la situazione è scappata di mano, ma nel resto dell’Italia l’organizzazione non è chissà quanto più effciente.

I comuni che fanno la differenziata sono pochi, in tutto il paese. Chi può la brucia, chi non può la accantona in discariche, che presto esploderanno. E’ solo una questione di tempo! Nessuno, e dico nessuno dei politici che ci girano intorno, prova a pensare a soluzioni sostenibili

E in questo clima di strafottenza totale, l’italiano asino, fiero della sua monnezza, non parla. Non dice una parola al politico di turno! La differenziata non si fa, perchè nessuno la sa ne la vuole fare (come cazzo fate a saper usare DecoderCellulariNavigatoriEtcEtc ed a non capire come dividere la vostra munnezza?).

Gli unici che scendono in piazza per ora sono i napoletani. Bruciano gli autobus e i bidoni della munnezza, si prendono a botte con la polizia, riversano munnezza per strada. E tutto questo non perchè qualcuno risolva il problema, ma solo perchè non la vogliono sotto casa.

Non protestano per l’incapacità di Bassolino, di smaltire in modo dognitoso i rifiuti, ma solo perchè questo vuole piazzargli una discarica sotto casa! L’immondizia non esiste se la discarica la fai altrove…

Questa è l’Italia, questi gli italiani!…E la monnezza portatela lontano dai nostri occhi…tanto ciò che non si vede non esiste!

Antonio Di Tucci

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Asini italiani

L’italiano è un asino. Poco intelligente, molto ostinato, che ha bisogno solo di qualche verde pascolo e di buon riposo, dopo dure giornate di fatica!!! Il resto non esiste.

Unico interesse che appassiona l’asino è il giornale o la televisione che diffondono false verità, ma che non vanno affatto sindacate, perchè guardare la televisione e sentire le stronzate che dicono i politici va bene, ma addirittura metterle in discussione è roba da comunisti!!!

Gli asini, si sà, sono degli animali testardi, quelli italiani in particolare non amano mettersi in discussione e sostengono solo quello che la televisione gli dice: Si all’energia nucleare, si ai termovalorizzatori, si all’espulsione degli immigrati, etc., e non vogliono sentire ragioni. Se per caso qualcuno prova ad opporsi o a dimostrare che queste tesi sono sbagliate o comunque sempliciste, questo è un disfattista che non vuole lo sviluppo della amata virtuosissima Nazione!!!!

E proprio nessuno può contrastare questa ostinazione, propria di questi asini autoctoni del bel Paese!

Il premio nobel per la fisica nel 1984, Franco Rubia, ha spiegato più volte i problemi legati allo sviluppo dell’energia atomica in Italia, ma niente. Sarà comunista, oppure un no-global!

Esperti da tutto il mondo e varie pubblicazioni su testate scientifiche di importanza mondiale come Science, hanno dimostrato che gli inceneritori non sono la soluzione alla raccolta dei rifiuti, ma gli asini dicono NO! Che sarà mai Science? Molto meglio il più casareccio Focus, meno forbito ma più divertente! E così ostinati restano per qualsiasi argomentazione viene dettata dalla telvisione.

Tutta la stampa internazionale e vari governi dell’Unione Europea hanno giudicato “pura follia”, la legge sull’espulsione degli immigrati del governo neo-eletto. Tutto il sistema giuridico ha sottolineato l’impossiblità di compiere questa folle battaglia che servirà solo ad intasare ulteriormente carceri ed aule giudiziarie. Ma si sa, i giornali stranieri sono carta straccia e i giudici dei comunisti!!

Cari asini è finalmente giunto il momento di imparare a mettere da parte l’ostinazione e capire che per crescere è necessario imparare a pensare con la propria testa. Imparate a capire che le televisioni non dicono cose buone a priori, ma che molte volte portano interessi di terzi. Imparate a diffidare dei giornali, in particolare quelli italiani e dei politici, di destra o di sinistra.

Cari asini è giunto il momento di capire che esiste un mondo la fuori. Esiste un mondo più qualificato del nostro, un mondo che studia come risolvere i problemi e non come aggravarli. Un mondo che incarica persone qualificate per la gestione della cosa pubblica. Un mondo che ci guarda, che ci critica. Un mondo che pensa con la sua testa. Un mondo che va considerato per quello che vale, per le competenze e le conoscenze che ha, e non va considerato sbagliato a priori, solo perchè di noi racconta la verità.

Antonio Di Tucci

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La sinistra in Italia è morta. Il 14 Aprile i giornali ne davano il triste annuncio. La forza sociale per eccellenza, Rifondazione Comunista prima, sinistra arcobaleno poi, aveva tirato le cuoia.
E questo perchè di sociale ormai non aveva più nulla. Durante il governo Prodi, quella stessa sinistra, aveva dimostrato di essere un partito che poteva stare solo all’opposizione. Il giorno in cui è giunta al potere ha infatti dimostrato come, si possano domare anche gli animi meno obbedienti.
Premio di questa inandempienza è stata la svolta dei voti delle fasce più deboli, che specialmente al nord hanno premiato l’ultima forza sociale rimasta in Italia, la Lega Nord.
Quel che resta della sinistra oggi è il PD. Una forza politica che non ha alcun carattere. Che sta al parlamento tanto per occupare una poltrona. Che vuole fare un’opposizione corretta. Senza attriti.
In realtà la sinistra italiana degli ultimi anni è sempre stata un relitto, il cui programma politico era litigare per le poltrone ed assecondare il gioco dei grandi gruppi economici. Mediaset in testa.
Oggi quella sinistra siede ancora in parlamento. Privata di un pezzo importante gioca ancora a fare il gruppo politico di spessore. Ma la gente ne ha le scatole piene. E come ha dimostrato, in cambio del NIENTE che la sinistra ha saputo dare, è disposta a scegliere il male peggiore.
Con buona probabilità alle prossime elezioni vedremo sparire anche il PD, che per 5 anni avrà bivaccato in parlamento, senza opporsi al gioco di chi governerà.
Prima di allora, cari signori del PD e della sinistra tutta, cominciate a fare qualcosa che serva a chi vi vota, non a voi ed alle vostre famiglie.

Cominiciate col mandare a casa le vecchie guardie che servono solo a scaldare poltrone, tanto ormai non vi portanto più nenache i voti.

Cominciate a lasciare spazio a chi alla vostra famiglia ed al vostro giro di amicizie non appartiene.

Cominciate a guardarvi intorno. A cercare la gente. Quella vera.

Cominciate a lasciare le vostre sedie a chi ne sa più di voi. A chi, diversamente da voi non è stanco, assopito, ma ha voglia di fare, di proporre, che sa fare. A chi in parlamento non vuole fare l’ opposizione del “laissez-faire” , ma l’opposizione vera.

Cercate chi è giovane, chi ha un futuro davanti a se, e non sessantenni o settantenni, a cui far progettare un futuro che non vivranno mai.

Antonio Di Tucci

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Sillogismi

Roberto Saviano scrive un libro sulla camorra. In piazza a Casal di Principe, quando parla di malavita organizzata, viene fischiato ed insultato. Sembra vogliano denuciarlo perchè ha rovinato l’immagine della ridente e tranquilla cittadina campana.

Marco Travaglio scrive un libro sulla casta al governo. In televisione, da Fazio, dice che Schifani era vicino ad ambienti mafiosi. Schifani, neo eletto presidente del Senato vuole denunciarlo per calunnia e diffamazione.

La mafia e la camorra hanno sempre ragione.

Antonio DI Tucci

Per approfondimenti: articolo su Schifani, pubblicato da El Pais , primo quotidiano spagnolo, tratto dal blog: chedicondodinoi.blogspot.com

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Vita di provincia

Vivere nella provincia italiana a volte è degradante. In particolare vivene in provincia, nel sud, può essere anche dannoso per la salute. Può infatti causare problemi fisici – vedi ImmondiziaDiossinaDiscaricheAbusiveTraffico – e/o problemi psicologici. Oltre a crepare (o vivere male) per una della cause citate, vivere in questi luoghi in molti casi significa morire socialmente. Abbandonare la vita di gruppo per chiudersi in se stessi, a causa della disillusione e delle troppe ferite subite.

In questo contesto sociale, in cui “fottere il prossimo” è uno sport nazionale e la salvaguardia della comunità è una “buffonata da anarchici insurrezionalisti”, la vita diventa difficile. La politica non fa il suo lavoro, la gente si emargina da sola, perchè stanca di essere ipocrita o perchè semplicemente derubata di tutto. Questo poi, genera uno stato di mediocrità sociale che ci costringe a livelli intellettuali molto bassi, con conseguente scarsa qualità della vita e perenne insoddisfazione dei non addetti al latrocinio.

Ed il problema è a metà strada, tra l’incapacità politica e il problema culturale. Il problema è tale da non permetterci più di distignuere la causa dall’effetto. E’ la politca che è malata o la società? E chi ha ammalato chi?

Riferendomi in particolare alla nostra condizione, quella di abitanti di un luogo “dove non si passa se non per sbaglio” devo constatare una spiccata incapacità intellettuale quasi assoluta, oliata da classi politche incapaci di portare avanti serie strategie di sviluppo.

In realtà come la nostra, dove servirebbo serie politche volte allo sviluppo dell’economia, facendo leva su settori come il turismo, l’artigianato, l’agricoltura di qualità, le uniche cose che la politca riesce a portare avanti sono le estenuanti ed inutili (per noi, ma non per loro) politche della convenienza. Asfaltare le strade, sbloccare il piano edilizio, sono le uniche vie di sviluppo che la poltica riesce ad offrire. E questo perchè chi gestisce le nostre vite sono degli incapaci. E non parlo solo dei comuni, ma anche delle altre realtà istituzionali presenti nell’area.

In questo luogo non si parla di cultura, non si parla di industria, non si parla di qualità della vita. Si sente parlare di licenze edilizie, di elezioni, di finanziamenti della Comunità Europea e di tutte le stronzate che hanno reso questo posto un posto di merda. Mi permetto di fare un appello ai nostri governati:

Signori amministratori

ormai siete dove siete, nessuno vi schioderà più da li. Questo è per noi un male, ormai inevitabile. Abbiate però la dignità di capire i vostri limiti. Ci avete provato e riprovato senza buoni risultati. Viviamo in un’area dalle elevate potenzialità che altri come voi hanno sfumato indegnamente.

Vi prego, lasciate spazio ai giovani, a chi ha le capacità almeno di pensarle, le poltiche di sviluppo. Lasciate a chi ha fatto esperienze all’estero, a chi ha speso una vita a studiare, a chi sa poco ma ha volgia di fare cose serie, l’opportunità di lavorare per migliorare questo posto. Altrimenti l’unica strada che resta è l’emigrazione. Lasciate fare a chi sa fare e voi ve ne prendete il merito. Va bene anche così, ma vi prego fate qualcosa!

Antonio Di Tucci

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