Qualche giorno fa sul blog c’è stato un incontro interessante. Tra me che scrivo ed un lettore, firmatosi altro, che ha proposto di scrivere un articolo a più mani.
Mi ha chiesto di scegliere un argomento, io ho pensato al parco regionale del matese.
Mi sembra interessante che io, questo lettore o chiunque voglia, possa scrivere una sua considerazione su un argomento che riguarda chiunque nel Matese ci abita.
Per capire come immaginiamo e come vorremmo che fosse il Parco.
Per scrivere questo articolo avrete tempo fino ad inizio settembre, periodo in cui il blog ritornerà a funzionare.
Gli articoli di tutti, compreso il mio, verranno scritti come commenti a questo post.
Ogni articolo potrà restare anonimo ma sarà soggetto alla mia approvazione.
Vi auguro buone vacanze.
Antonio Di Tucci


Il Parco del Matese: una grandissima occasione di crescere.
Crescere impiegando i parenti degli amici, crescere impiegando gli amici degli amici, praticamente come dice il tema: ARRAFFARE A PIU’ MANI.
Un istituzione come un parco regionale o nazionale nasce di solito per dare maggiore forza, maggior voce, a zone marginali, poco abitate, lontane dai centri urbani che vanno tutelate per la difesa delle bellezze naturali e delle caratteristiche sociali e culturali.
Il Parco del Matese quindi dovrebbe sintetizzare le voci di tutti gli abitanti in una più forte voce che serva a dar forza alla minoranza che siamo per permetterci sviluppo e difesa della nostra identità.
Nonostante però questo assunto, nel nostro caso, sembra non ci sia tutta questa attenzione al benessere comune o alla difesa delle diversità, ma sia solo un pretesto per occupare nuove cariche amministrative e per creare nuovi presupposti per ricevere finanziamenti dal governo regionale o centrale.
Questa mia considerazione non nasce da una semplice sensazione, ma dall’attenta lettura di un dossier, pubblicato dal ministero delle finanze nel Marzo 2006 dal titolo: “Lo sviluppo ai margini”, in cui si scopre la difficoltà di diventare sistema. Addirittura, il rapporto parco-comuni che dovrebbe essere elemento “sine qua non” del modello di sviluppo della nostra area è definito dal dossier “quasi inesistente”.
In effetti il Parco, come molte delle istituzioni della zona, ha fatto un uso non sempre efficiente delle risorse che la Comunità Europea ha messo a disposizione per lo sviluppo locale anteponendo l’interesse di pochi a quello della comunità intera. Ma è inutile fare liste di inefficienze. Sono palesi e li resteranno.
Però quando penso al parco ricordo che qualcosa di buono c’è stato: Maurizio Fraissinet.
Non so quanti di voi lo conoscano. Era il commissario del Parco che ha preceduto Scialla, attuale presidente. Fraissinet era l’ uomo giusto e come ogni uomo giusto in Campania è stato messo alla porta ed oggi quel che resta è un operato la cui efficacia nessuno percepisce e che ci rende ancora di più area ai margini di un mondo sempre più competente.
Rido e penso al futuro con un pò d’amaro in bocca. Cerco di farmi forza e penso che ci si potrebbe organizzare, che si potrebbe scrivere una petizione popolare per chiedere un nuovo Fraissinet. Ma poi riapro gli occhi e mi ricordo che in terre omertose come queste nessuno si lamenta mai, nessuno fa valere mai i propri diritti, la gente sta zitta ed attacca chiunque gli ricordi la verità. Poveri noi!
E’ strano che un ente come il parco regionale non abbia un organo di controllo (corregetemi se non è cosi). Credo che noi cittadini dovremmo fare da garanti per una guista ed equa amministrzione. Dunque da liberi cittadani potremmo informarci sull’attività svolta dal parco negli ultimi anni.
Che cosa ne pensate?
Il Parco del Matese, come dice Antonio, è stata ed è una occasione persa per il nostro territorio. I colpevoli di questa situazione non sono solo i pseudo politici che ci governana, ma anche di quella parte di cittadini che hanno trovato giovamento di questa situazione tramite i finaziamenti europei ,i cosidetti POR. ( presupposti per ricevere finanziamenti dal governo regionale o centrale …dal primo commento)
Credo che una delle pecche del nostro parco solo le attrezzature turistiche che offre. Queste dovevano nascere grazie ai finanziamenti che venivano erogati dall’unione europea ….un occasione per il privato di incrementare l’attrattiva turistica e magari di creare nuovi posti di lavori…..
alcuni di questi POr sono andati nella direzione giusta; gli altri,invece,sappiamo tutti dove sono andati a finire …
Quindi noi l’opportunità di creare una situazione di sviluppo per la comunità l’abbiamo avuta…solo, come succede in molti casi gli interessi del singolo prevalgono su quelli della collettività.