Campania: arte, cultura, turismo e…. Monnezza
Maggio 9, 2008 di piedimontematese
La scorsa settimana ero ad Afragola. Li, come in molte parti della provincia campana l’immondizia è ancora per le strade. Nonstante ciò la notizia non fa più così rumore. Ci siamo ormai abituati, nessuno è più sorpreso di vederne ovunque. Da qualche giorno ci hanno addirittura offerto un futuro ad immondizia differenziata. Speriamo duri, speriamo sia fatto con criterio e cognizione.
Nessuno però considera per quanti anni il problema dell’immondizia rappreseterà un motivo di deficit per la nostra regione.
Se ancora oggi l’Italia è motivo di attrazione turistica per gli europei, lo dobbiamo a quello che siamo stati nel dopoguerra, fino agli anni 60. La dolce vita è ancora un motivo di curiosità dei turisti stranieri, quindi motivo per visitare l’Italia.
Dopo tutto questo però, chi guarda oggi alla Campania ha un punto di vista diverso, che per molti anni sarà un limite allo sviluppo. La Campania è un posto pieno di immondizia. I pregiudizi sono duri a morire e ne pagheremo le conseguenze. Pensate ai figli di chi, oggi, dalle televisioni francesi, tedesche, inglesi, guarda questo modo incantato, fatto di ecoballe e lande contaminate. Con quale idea cresceranno?
Ed il problema non riguarda solo il turismo. C’è un settore in cui sono stati investiti milioni di euro negli anni passati, e che difficilmente troverà uno sbocco nel mercato dei prossimi anni. L’agricoltura. Già un anno fa in Giappone si consigliava ai consumatori di non acquistare mozzarella proveniente dalla Campania, perchè i valori di diossina trovati in vari campioni analizzati, davano responsi allarmanti. Lo stesso ha fatto il “der spiegel”, importante giornale tedesco, dicendo che, se proprio della mozzarella non si potesse fare a meno, di comprare almeno quella salernitana, meno inquinata della “parente” casertana.
Ed oggi, televisioni e giornali fanno finta che non sapevano nulla. Anzi, sembra che il problema della diossina non fosse mai esistito.
Il mercato si evolve verso la localizzazione. Un prodotto che ha una precisa identificazione geografica ha più valore, perchè unico. La Campania è ricchissima di prodotti unici, ma non li vende più a nessuno. Chi comprerebbe le mele annurche, che vengono dalla provincia di Caserta? E le mozzarelle, in cui la diossina è solo una piccola parte delle impurità contenute?
In media la bonifica di un terreno inquinato richiede 20 anni di inutilizzo. Cosa faranno gli agricoltori in questi venti anni? E cosa faranno i proprietari di hotel, agriturismi e tutti gli operatori del settore turistico?
Consoliamoci, ci resta l’industria. La Campania è infatti una regione a forte vocazione industriale famosa in tutto il mondo (RISATE DEL PUBBLICO!!!!). Dove le tasse non si pagano allo stato, ma alla camorra.
Questa volta il danno arrecato è notevole e condizionerà la nostra vita per molti anni. Da oggi, quando il politico di turno vi prometterà sviluppo ricordategli questo che vi ho detto, sarà divertente sentire la cavolata che risponderà.
PS. Qualcuno sa dirmi perchè la Campania ha un ufficio di rappresentanza sulla 5th Avenue a New York?
Antonio Di Tucci

